La prima "Cyberspace Operations Strategy" del Pentagono - Anticipazioni

La prima "Cyberspace Operations Strategy" del Pentagono - Anticipazioni

Dopo essere stato più volte annunciato e poi rimandato, pare ormai certo che oggi, quando in Italia sarà ormai sera, verrà finalmente reso pubblico il primo documento strategico del Pentagono in materia di operazioni militari nel cyber-spazio.

Il documento ufficiale della Casa Bianca, che segue quello di maggio intitolato “International Strategy for Cyberspace”, ha sollevato fin dalle prime indiscrezioni accesi dibattiti per un paventato intento di “militarizzazione” della Rete da parte del governo americano e, soprattutto, per la formalizzazione nel testo della possibilità di rispondere a un cyber-attack con un attacco militare convenzionale.

L’obiettivo primario di simili regole è senza dubbio quello di cercare di costituire un deterrente all’attività di alcuni Stati, Cina e Russia in testa a tutti, i quali sempre più mascherano azioni di vero e proprio spionaggio a danno dei sistemi informatici governativi degli Stati Uniti d’America dietro il paravento di atti criminali nel cyber-spazio. La cyber-strategy, che nella sua versione non classificata dovrebbe essere di circa 12 pagine (meno della metà di quella classificata), sembra mirare in realtà alla costituzione di un sistema di difesa “attiva”, piuttosto che ad una vera e propria “militarizzazione” della rete Internet, che, attraverso l’uso di procedure e software specifici, riesca a rilevare e bloccare gli attacchi informatici prima che questi danneggino i sistemi della Difesa.

Un punto decisamente più delicato, invece, è quello relativo alla possibilità di rispondere in maniera convenzionale ad un attacco effettuato attraverso l’uso della rete Internet. Seppure le reti del Dipartimento della Difesa americano paiano subire all’incirca 15.000 tentativi di attacchi informatici al giorno, formalizzare una simile affermazione comporta che vengano precedentemente risolte alcune problematiche di rilevante complessità sia sul piano militare che giuridico. In particolar modo, occorre anzitutto riuscire ad attribuire con assoluta certezza la responsabilità di un attacco informatico al suo reale autore, nonché chiarire quali siano i criteri e i livelli di “proporzionalità” della risposta militare attraverso cui “leggere” un attacco effettuato utilizzando il cyber-spazio.

Altri punti salienti del documento strategico saranno:

-  l’importanza di un pensiero comune sul tema della “cyber-war” tra tutti i Governi, sia a livello di regole normative che di policies;
-  la condivisione delle informative di intelligence sulle minacce cibernetiche con i partner del settore privato deputati alla gestione delle infrastrutture critiche nazionali, primi fra tutti quelli del settore elettrico e delle comunicazioni.

Il documento sarà pubblicato all´incirca per le 19, ora Italiana, sul sito della Casa Bianca:
http://www.whitehouse.gov/

mercoledì 13 luglio 2011
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Stefano Mele il giorno 14/07/2011 19.29.08 scrive:

From the DoD Twitter account:

Far from “militarizing” cyberspace, this approach will help dissuade military actors from using cyberspace for hostile purposes.

The five primary pillars of the Department of Defence Cyber-strategy are:
1st: DoD is treating cyberspace as an operational domain, like land, air, sea, and space.
2nd: DoD introducing new active cyber defenses. Active defenses use sensors, software, & signatures to detect & stop malicious code;
3rd: Working with Department of Homeland Security & the private sector to protect critical infrastructure;
4th: DoD building collective cyber defenses with our allies and international partners;
5th: Enhance network security. A more secure and resilient internet is in everyone´s interest.