Il Comando Interforze per le Operazioni Cibernetiche (CIOC) italiano

Il Comando Interforze per le Operazioni Cibernetiche (CIOC) italiano

estratto del "Cyber Strategy & Policy Brief (Volume 06 - Giugno 2016)"

Il 14 giugno scorso, i Ministri della Difesa dei Paesi appartenenti al blocco NATO hanno approvato il riconoscimento del cyber-spazio come quinto dominio della conflittualità, dopo terra, mare, aria e spazio. Riconoscimento, poi, ufficializzato durante il 27esimo incontro dei capi di Stato e di governo della NATO tenutosi agli inizi di luglio a Varsavia.

In conseguenza di questo importantissimo e ormai atteso riconoscimento, che impatta su tutti gli Stati appartenenti all’Alleanza atlantica, occorrerà al più presto avviare una riflessione molto seria e approfondita sugli elementi che devono necessariamente sorreggere una simile dichiarazione.

Ciò, soprattutto alla luce dell’estensione anche al cyber-spazio della clausola di difesa collettiva, che, com’è noto, dal settembre del 2014 prevede che gli Stati appartenenti alla NATO si forniscano reciproca assistenza anche in caso di aggressione attraverso attacchi cibernetici.

Infatti, seppure in quest’ambito il principale obiettivo della NATO è sempre stato e resterà ancora quello di difendere i propri sistemi informatici e di aiutare gli Stati membri a sviluppare le più idonee capacità di cyber-defence, il riconoscimento del cyber-spazio come dominio per le operazioni militari comporterà – già nel breve periodo – una necessaria evoluzione di questa postura, al fine di integrare al più presto lo spazio cibernetico nel campo della difesa collettiva.

In quest’ottica, allora, al pari di ciò che già oggi avviene con le armi convenzionali, occorrerà che ogni singolo Stato dell’Alleanza atlantica e la stessa NATO – magari attraverso la creazione di uno specifico Cyber Command – si dotino quanto prima anche di capacità offensive per il cyber-spazio da utilizzare, ovviamente, come mera reazione ad eventuali attacchi (cibernetici e non) portati nei confronti della NATO o di uno dei Paesi alleati.

Proprio su questa scia si inserisce la notizia di giugno con cui il governo italiano ha annunciato pubblicamente di essere in procinto di creare il suo primo “Cyber Command”.

Il “Libro Bianco per la Sicurezza Internazionale e la Difesa”, redatto dal Ministero della Difesa italiano e approvato nell’aprile del 2015, infatti, fa della cyber-defence e dell’estensione delle operazioni militari nel dominio cibernetico una delle sue priorità strategiche ed uno dei più importanti programmi di investimento per il triennio 2016/2018.

In quest’ottica, la Difesa italiana ha pianificato, tra le altre cose, la creazione del Comando Interforze per le Operazioni Cibernetiche (CIOC).

Il Comando sarà impegnato su un duplice fronte. Da un lato, garantire il proprio contributo alla sicurezza nazionale italiana, potenziando le capacità di difesa da attacchi cibernetici, dall’altro sviluppare le capacità di pianificazione e conduzione di Computer Network Operations (CNO) a supporto delle operazioni militari sia in Italia, che al di fuori dei confini nazionali.

Seppure siano molto poche le informazioni disponibili, alcuni recenti interventi pubblici da parte di ufficiali delle Forze Armate italiane hanno evidenziato che, nonostante si sia ancora in una fase di progettazione, il Comando Interforze per le Operazioni Cibernetiche potrebbe rendere attivo il suo primo nucleo operativo già entro un anno. Tuttavia, almeno per il momento, l’attenzione sarebbe concentrata soprattutto sull’organizzazione del Comando, sulle tecnologie necessarie per la sua funzionalità, nonché sul personale e sul suo addestramento.

Sul piano organizzativo, invece, il Comando Interforze per le Operazioni Cibernetiche italiano opererà, verosimilmente, alle dipendenze del Capo di Stato Maggiore della Difesa (CaSMD), come organo tecnico-militare di vertice dell’amministrazione Difesa italiana, e soprattutto del suo Vice Comandante per le Operazioni (VCOM-OPS), quale responsabile della pianificazione operativa e dell’impiego delle forze militari in operazioni, ivi comprese quelle cibernetiche.

Inoltre, considerata già la presenza all’interno della struttura della Difesa italiana del Comando C4 Difesa, da tempo preposto alle attività gestionali interforze volte a garantire l’efficienza delle funzioni di comando, controllo, telecomunicazioni e informatica, appare plausibile che il futuro Comando Interforze per le Operazioni Cibernetiche trovi posto proprio all’interno della struttura del Comando C4 Difesa, assorbendo completamente la componente informatica e quindi anche il CERT Difesa Technical Center italiano.

Infine, sebbene i finanziamenti dedicati al settore della difesa cibernetica in Italia non siano al momento definiti in maniera puntuale nel documento di programmazione economica pluriennale del Ministero della Difesa, essi risultano ricompresi e spalmati all’interno del finanziamento – più ampio – dedicato ai “Sistemi C4I a valenza interforze.

Ciò nonostante, tenuto conto che il potenziamento delle capacità di cyber-defence viene definito in questo documento come uno dei programmi di finanziamento di maggior rilievo per la Difesa italiana, è presumibile che proprio questo settore sia deputato ad assorbire la più alta percentuale del budget di circa 22,4 milioni di euro previsti per i “Sistemi C4I a valenza interforze” nel triennio 2016/2018.

Da quanto accennato, appare evidente come l’Italia si stia allineando al contesto internazionale anche sotto il punto di vista della creazione di uno specifico “Cyber Command”.

Nonostante sia ancora oggi molto complesso comprendere quanti e quali Stati abbiano dato vita ad uno specifico comando per le operazioni militari nel e attraverso il cyber-spazio, all’incirca 60 nazioni hanno già sviluppato unità per la cyber-defence. Un numero che sale a 100 Paesi se si guarda, invece, anche a chi è in procinto di svilupparle.

L’Italia, attraverso le attività del Comando C4 Difesa, già da tempo ha guardato al cyber-spazio come un dominio da cui difendersi e difendere la sicurezza nazionale.

L’evoluzione verso il futuro Comando Interforze per le Operazioni Cibernetiche, quindi, non può che essere guardata con estrema positività, soprattutto considerato l’enorme incremento nello sviluppo di capacità offensive nel e attraverso il cyber-spazio operato negli ultimi mesi dai principali attori internazionali.


lunedì 12 settembre 2016
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